Due giorni di riposo e di tavole imbandite (3 e 4 gennaio)

Dopo lo splendido Capodanno e la tappa “marina” di Coolangatta eravamo distrutti, io in particolare, prostrato com’ero dalle scottature rimediate al mare: all’alba del 3 gennaio, non riuscivo nemmeno a scendere dal letto per il dolore! In special modo, il sole mi ha “pelato” le gambe, i piedi e i malleoli, così che il solo mettere i piedi a terra mi provocava un fortissimo dolore! In queste condizioni, nonostante tonnellate di crema doposole sparsa a piene mani, non era proprio il caso di uscire, ma una discussione con mio padre, che minimizzava il mio stato, mi ha convinto, quasi per ripicca, a mettere costume e ciabatte (le uniche cose che potessi indossare senza che mi dessero troppo fastidio) ed affrontare un vero calvario per giungere in città. Oltre alla rivalsa con papà, molto ha giocato il desiderio di poter aggiornare questo blog: infatti, la mia mattinata (beh, una mattinata small, visto che siamo partiti alle 9.30 e con il City Cat, ossia il traghetto che fa la spola da una parte e l’altra della città attraversando il Brisbane River, c’abbiamo messo 35 minuti per giungere in centro, ma che spettacolo questo “autobus” sul mare!) è passata quasi per intero all’Internet Point, dove la mancanza di sole e l’aria condizionata hanno lenito non poco le mie scottature! Pranzo lungo Queen Strett, nel ristorante “Milano”, dove abbiamo gustato una pizza niente male, anche se l’impasto era evidentemente surgelato! Una puntatina a South Bank e si torna a casa, perché prima ci sarebbero passati a trovare i coniugi Adezio, gli zii del mio padrino di cresima e poi Paolo e Lisa ci avrebbero portato al ristorante cinese.

Tornati a casa di zio Fernando e zia Uliana, ho potuto constatare che quando mia sorella diceva che questa è un “porto di mare” aveva pienamente ragione: tra gli ospiti, i figli e i nipoti degli zii, noi, chi passava a salutare, chi si fermava a mangiare, la casa si è popolata di decine di persone e solo alle 19.30 ci siamo potuti districare ed arrivare al ristorante cinese preferito da Paolo. Chi mi conosce sa quali siano le riserve che nutro per i ristoranti cinesi (salvo Huang Lee a Vasto, che mi ha fatto scoprire Giò e che davvero è eccezionale), ma mi sono fidato di Paolo, noto buongustaio e vero mio “alter ego”: papà dice che tolta la barba a lui e gli occhiali a me, possiamo ben essere scambiati per fratelli (come si vede in effetti dalle foto), non solo per l’estetica, ma anche per i gusti e le pazzie! Non ho fatto male a fidarmi: i piatti che ha scelto Paolo erano tutti sconosciuti a me (salvo il pollo fritto al limone, il mio preferito, che ho voluto a tutti i costi ordinare), ma davvero gustosissimi, compresi i vermi fritti… sì, vermi… quelli veri! Zio Lorenzo è stato convinto a mangiarli solo dopo le nostre (false) rassicurazioni sul fatto che “vermi” era solo un nome convenzionale con il quale si designavano per la loro forma. Non vi dico quando gli abbiamo svelato la verità!

Nel tornare a piedi a casa, di lontano si scorgevano lampi e si sentivano tuoni: l’avvisaglia di un temporale fortissimo, che è iniziato non appena siamo rientrati! Erano circa cinque mesi che qui non pioveva e tutta la notte la città è stata flagellata da un temporale davvero di proporzioni gigantesche: il notiziario dell’indomani, infatti, informava che 50 mila persone in Queensland avevano le linee elettriche fuori uso!

Mercoledì 4 gennaio avrebbe dovuto essere il giorno in cui Nadia e Rosario, la sorella e il cognato di zia Uliana, ci portavano in “montagna” (sempre di 3-400 metri si parla) a casa della loro figlia, che, amante della natura, vive in un bosco, in una casa completamente ecologica (legno, acqua piovana di risulta, integrazione perfetta con la natura circostante ecc.), ma problemi dell’ultima ora ci hanno indotto a non andare! In compenso, io, Marco ed Hayley (che ormai è parte della comitiva e della famiglia, visto anche che tra poco prenderà il cognome della madre, Antonelli, disfacendosi di quello del padre, che ha piantato in asso tutti anni fa) siamo andati con Nadia e Rosario in un tour automobilistico nella Brisbane che non avevamo visto finora: la baia cittadina, il porto turistico, la periferia. Pranzo al club italo-australiano, dove il personale non parla una parola della nostra lingua (pazzesco!) e rotta verso il bar “Dolce vita”, dove per la prima volta da quando sono qui ho potuto finalmente gustare un caffé espresso buono come in Italia! La “Dolce vita” è infatti un bar fondato da un siciliano, gestito dalla sua famiglia e con personale tutto di origine italiana: piano piano, da piccolo bar-pasticceria si è trasformato in tavola calda ed ora è anche ristorante e gelateria, frequentatissimi! Lo si trova in Park Road, nel quartiere di Milton, non lontano dal centro cittadino. Al rientro a casa, nel primo pomeriggio, poltrona davanti a Rai International (i cui programmi sono davvero il non plus ultra della noia e dell’inutilità, telegiornali a parte!) e poi cena a casa di Carmelo Caruso, che ha sposato la nipote di zio Pasquale e zia Ada. La prospettiva non ci appariva esaltante, ma poi la serata è stata tranquilla e l’atmosfera familiare e distesa, grazie anche a Maria Antonietta, la figlia di Carmelo e da Adriana, giovane moglie di un altrettanto giovane Fabio, terzogenito di Carmelo. In particolare, da segnalare la buonissima torta “Pavlova”, una specialità neozelandese (dal nome però russo, perché inventata in onore di una ballerina dell’ex Unione Sovieticas) preparata da Maria Antonietta: una specialità di panna, crema, chiari d’uovo, fragole, mango ed ananas!

La serata si è dilungata a tal punto che il temporale notturno (puntuale come le previsioni avevano annunciato) ci ha colti nel bel mezzo del ritorno!

Il prossimo, poi, si annuncia un fine-settimana davvero pieno di impegni (probabilmente il blog rimarrà fermo fino a lunedì): venerdì a Noosa in barca con Maria Antonietta e il marito Tony, alla scoperta delle “sand islands” della Gold Coast, venerdì notte festeggiamenti in qualche locale notturno per il compleanno di Hayley che il 7 gennaio compirà 19 anni, sabato e domenica trasferimento alla casa di Paolo e Lisa a Surfers Paradise (il nome è tutto un programma!) per una due-giorni di mare! Insomma… ce la spasseremo! E Paolo insiste perché io prolunghi di una settimana la mia vacanza: a poterlo fare, lo farei… ma ci sono impegni e promesse da mantenere!

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Una risposta a Due giorni di riposo e di tavole imbandite (3 e 4 gennaio)

  1. dina ha detto:

    Hi dear!! Happy to know that you\’re spending a great time overthere!! Happy because you\’re happy…see you soon in Italy…hugs..Dina

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