Tre giorni di mare e pioggia

Un week-end lungo ed intenso, quello appena trascorso, preceduto da una giornata dedicata all’ordinaria burocrazia (anche in Australia succede!). Giovedì 5 gennaio, infatti, tutta la squadra (Hayley e zia Uliana comprese) si è recata in città per il disbrigo di alcune formalità per rimanere in sicurezza in Australia. Preso il City Cat a New Farm, come sempre, la prima tappa è stata raggiungere l’ufficio della Thai Airlines, dove lo zio Lorenzo doveva confermare il suo volo di rientro, il 20 gennaio: per trovare il palazzo della compagnia aerea thailandese (risparmio tutte le ironie sulle hostess della Thai e sulla qualità del cibo in cabina!) abbiamo girato in tondo per circa mezz’ora, visto che l’indirizzo che avevamo non era completo e, per di più, il palazzo “incriminato” era ben mimetizzato in mezzo a decine di altri grattacieli. Tra le strade di Brisbane abbiamo fatto proprio gli italiani, con un bel po’ di “caciara” alla quale ha partecipato attivamente anche Hayley, che si dimostra sempre di più essere la più “italiana” delle nipoti di zio Fernando e zia Uliana. Terminata la pratica aeroportuale (io e papà la dovremo fare lunedì 9 gennaio), tutti al Medical Center per esibire il certificato Asl al fine di ottenere l’eventuale assistenza sanitaria gratuita: ci presentiamo tutti e quattro (e l’interprete zia Uliana) allo sportello e l’addetto quasi quasi si spaventa per questa mole di gente tutt’ad un tratto, per non parlare delle facce degli australiani in coda con noi quando hanno visto tutta la “truppa” avviarsi insieme allo stesso sportello! Alla fine, solo Marco, che rimane per circa tre mesi in Australia, potrà usufruire dell’assistenza sanitaria: per noi, che stiamo ormai in partenza “non vale la pena”, o meglio: il governo australiano, per i periodi di permanenza inferiori ai 30 giorni non prevede alcuna assistenza (noi dovevamo presentarci appena arrivati a Melbourne)…

Finita la burocrazia, giro in centro: io e Marco abbiamo accompagnato Hayley in un negozio; io l’avevo sentita magnificare le bellezze di un vestito e così abbiamo colto l’occasione per farle il regalo di compleanno, che cade sabato 7 gennaio, giorno in cui noi non saremo a casa. Hayley non voleva credere ai suoi occhi quando abbiamo tirato fuori le nostre carte di credito per pagare un bel vestito bianco e fiorito che lei avrebbe indossato durante la sua festa di compleanno.

Una volta riuniti, puntatina al casinò per vedere questa magnifica sala piena di tavoli da gioco di ogni tipo e poi di nuovo sul Brisbane River: visto che avevamo molto tempo, abbiamo deciso di fare tutto il giro sul City Cat, dirigendoci verso il capolinea nord, University of Queensland, per poi tornare indietro fino a New Farm: una crociera di circa un’ora e mezzo che ci ha permesso di vedere Brisbane in tutto il tuo splendore dal fiume che le dà il nome!

Al ritorno a casa, doccia e tutti pronti per il nuovo esperimento culinario proposto da Paolo e Lisa: il ristorante messicano! Seratina tranquilla, con un cibo particolare ma gustoso, anche se il difetto di queste cucine particolari è che non si riesce mai a capire cosa precisamente si sta mangiando!

Venerdì 6 gennaio, Epifania in Italia e festa, mentre qui è un giorno lavorativo come tutti gli altri, siamo attesi da una bellissima esperienza: il sole è alto e alle 8 Maria Antonietta e Tony, figlia e genero di Carmelo Caruso, si presentano a casa per “prelevarci” e portarci fino a Runaway Bay dove è ormeggiata la barca del fratello di Maria Antonietta, Adriano, per una giornata di crociera! In un’ora siamo a destinazione, ci imbarchiamo (quanta goffaggine nell’entrare in una barca… e chi c’era salito mai?) e puntiamo su Surfers Paradise, il posto più esclusivo e chic della Gold Coast, dove un appartamento di 60 mq può arrivare a costare anche un milione di dollari! Il giro nella baia di Surfers Paradise (ad una velocità media di circa 25 nodi… uno spettacolo planare sul mare a quella velocità) è un vero e proprio sogno: grattacieli sul mare, villette in ogni dove, yacht, chiccheria dappertutto… Fermata proprio nel cuore della città, dove i genitori di Tony hanno una casa proprio nella baia, veloce aperitivo e via, verso la meta finale della nostra gita, South Stradbroke Island, un’isola nel bel mezzo della Moreton Bay, con una natura quasi incontaminata, meta dei turisti e dei vacanzieri locali. Scesi a terra, siamo tutti colpiti dalla selvatichezza della località, affascinante e misteriosa, che viene solo temperata dai bar e ristoranti presenti, anche perché essi sono realizzati interamente in legno ed integrati perfettamente nella natura, così che il barbecue che abbiamo fatto ci è sembrato davvero di essere stato realizzato al centro della foresta! Del resto, tra un tavolo e l’altro ci è capitato di vedere strisciare del tutto indisturbata un’iguana enorme (almeno un metro e mezzo di lunghezza) ed osservare dei wallabies che si avvicinavano ai turisti per ottenere del cibo! Splendido! Dopo pranzo (un ottimo barbecue, cucinato secondo i dettami della tradizione australiana), giro per l’isola (al centro del quale, ben mimetizzata c’è una grande centrale elettrica che rende autosufficiente la zona) e bagno in mare, prima di ripartire verso Runaway Bay, dove osserviamo incuriositi come si ripongono le barche: grazie ad un muletto, i natanti vengono sollevati e poi portati in un “parcheggio” concepito come i loculi del cimitero, massima disponibilità in uno spazio ridottissimo, 320 posti nave in una superficie di poco superiore agli 80 mq (40 stalli di 4 piani, ognuno dei quali poteva contenere due barche). Il brivido di correre sul mare e il vento che fende il volto e toglie il respiro, mentre il sole splendente scotta sulla pelle esposta, sono sensazioni che difficilmente dimenticherò.

Tornati a casa, saremmo dovuti andare a letto presto, visto che Paolo e Lisa ci sarebbero venuti a prendere alle 7 per un week-end a Rainbow Beach, ma io e Marco non abbiamo resistito alla tentazione di attendere la mezzanotte per dare gli auguri a Hayley, che comunque era dispiaciuta per la nostra assenza alla festa dell’indomani.

Rainbow Beach: all’estremità nord della Sunshine Coast (che, all’opposto della Gold Coast, è a nord di Brisbane), prende il suo nome dalla particolarità della sua sabbia che assume, nei 70 km. di coste che la caratterizzano, numerosi colori, come quelli di un arcobaleno (rainbow, appunto). L’altra, splendida, particolarità di questa località è che per arrivarci occorre percorrere tutta la sua spiaggia con il fuoristrada, dopo aver attraversato un fiume per mezzo di una chiatta che fa la spola tra le due sponde: è stata un’esperienza unica poter sentire le dune della spiaggia sotto le quattro ruote motrici del fuoristrada di Paolo e correre per circa 70 km. con il mare a un tiro di sasso! Arriviamo ad Inskip Point, all’estremità nord di Rainbow Beach, lì dove ci sono i traghetti per Fraiser Island (dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco, per la splendida foresta vergine che ospita), teatro anche di un’assurda controversia legale tra le due società di trasporto che si contendono i turisti da trasportare su e giù per il braccio di mare di 1,5 km. che divide Inskip Point da Fraiser Island. Comunque, arrivati a destinazione, ci “accampiamo” e il retro del fuoristrada di Paolo diventa una mensa imbandita di leccornie che consumiamo prima di fare i “maraioli”: chi si fa il bagno, chi passeggia per una spiaggia dalla sabbia bianchissima, chi si mette a prendere il sole… Splendido! Purtroppo, a metà pomeriggio il tempo cambia e da sud arriva un violento temporale, che ci permette per un pelo di rimetterci in macchina ed arrivare alla casa di Paolo al centro della piccola cittadina di Rainbow Beach. L’appartamento è carinissimo, ideale per le vacanze, ed è stupefacente l’informalità con la quale lasciamo le ciabatte all’esterno e camminiamo a piedi nudi sulla moquette di casa. Il temporale purtroppo non accennava a placarsi e per ammazzare la noia ci facciamo un giretto di poker alla texana, gioco di cui Paolo è appassionato, e di ramino… ovviamente, ho sbancato tutti! Ancora sotto la pioggia, ad ora di cena decidiamo di andare al club della cittadina, dove ci accoglie un caldo ambiente, nel quale consumiamo un pasto a dir poco regale, con carne e pesce sopraffini, innaffiati da un vino di… Ortona! L’Abruzzo qui non poteva mancare ed il nostro Montepulciano ci ha restituito il piacere di un vino bevibile (purtroppo, ancora una volta ci siamo dovuti scontrare con l’incapacità degli australiani a fare un caffé decente! Al termine della cena, goduta appieno e con mille scherzi e racconti, visto che pioveva ancora, ci siamo tuffati per un’oretta nella sala giochi, “sbancando” le slot machine: io ho vinto 6 dollari, papà e Paolo in coppia 11, lo zio Lorenzo 15, Lisa e Marco in duo ben 26! Non sarà tanto, però non abbiamo lasciato alcuno spicciolo alle orrende macchinette!

Domenica mattina, 8 gennaio, speravamo nella clemenza del tempo e la mattinata prometteva bene: colazione da Archie’s con un bel sole, giretto per il centro, e partenza in direzione Noosa, località balneare all’estremo sud della penisola di Raimbow Beach, raggiunta tramite un avventuroso safari in mezzo al bosco, un percorso tra la vegetazione rigogliosa e la sabbia in cui abbiamo sperimentato le bellezze del rally estremo. Arrivati a Noosa, “piantiamo la tenda” con un sole cocente che ci faceva ben sperare… Ma, nel breve volgere di un’ora, il temporale tipo nuvoletta di Fantozzi ci ha di nuovo raggiunto, facendoci riparare dapprima nel centro di Noosa (il cui nome completo è Noosa Heads), poi costringendoci alla ritirata e a riprendere la via del ritorno! Arrivati a Brisbane, la beffa: c’era qui un bel sole! Anche se perseguitati dalla sfortuna, comunque è stato un bellissimo week-end, di quelli che si ricordano per sempre!

A casa, facciamo il punto sulla prossima e ultima (già??? Sigh, sigh!!!) settimana in Australia: abbiamo già il carnet degli appuntamenti pieno!!! Tutti ci chiedono, tutti ci vogliono: e intanto, la “panza” sale!!!

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Una risposta a Tre giorni di mare e pioggia

  1. Luca ha detto:

    Ciao Antonè…beato te..io sto a letto dal 4 sera e ancora non posso riscire..huff però hai visto quanti amici dell\’oriente che mi sono fatto…potenza di internet..e di tempo da malato…Piuttosto vorrei ricordari che dovevi badare alla dieta in questi giorni…ma mi sa tanto che non lo hai fatto…non hai scuse..ti sei ingrassato e si vede dalle foto…e mo che torni ce le prendi…mamm\’t non ti cucina più..e fa bene..Approposito oggi mi tocca aiutare Simona e classe per la versione..bhà..ma quando torni??si può sapere preciso…o ti stai là? sai che è statti…perchè in tutti sti racconti non ti ho senito raccontare di nessuna conquista..mi sa che sto spirito che dici sempre egli Antonelli…ciao 😉

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