26 novembre: Una giornata interlocutoria

 
La neve, che ha imbiancato di nuovo tutta Woodbridge ci ha costretto, quest’oggi, ad una giornata diversa da quella che avevamo immaginato ed ha iniziato a farci comprendere che è davvero l’ora di pensare al rientro, prospettiva che certo non ci fa stare allegri, visto il calore che stiamo per lasciare (nonostante la temperatura esterna semi-polare).

Perciò, dopo una rapida colazione (del resto ci siamo svegliati comodamente attorno alle 9.00), partiamo alla volta di due visite “di prammatica”, la prima a casa del “compare” di Marco, la seconda a “Nicola di Zapollo”, che è il cugino di mia nonna: due case e due buffet da sostenere, tra caffè, cognac (che qui usano a dismisura… ho iniziato ad apprezzarlo pure io!), prosciutto, salsiccette, cioccolata, dolcetti e chi più ne ha, più ne metta. Per questo, ancora una volta, rinunciamo doverosamente al pranzo e ci dirigiamo verso l’Eaton, un megacentro commerciale nel Downtown (il cuore) di Toronto, dove i torontoniani si ritrovano, visto che all’interno ci sono piazze, fontane ed un enorme albero di Natale. Ci facciamo un giretto per le vetrine, passeggiamo per smaltire un po’ e poi di nuovo nel traffico del rientro.

A casa, scocca l’ora delle cartoline, immancabili e le nostre camere si trasformano in scrittoi.

Alle 19.30 tutti a casa di Enzo e Marcella per la cena: una distesa di sfiziosissimi cibi, dal sushi (che ho provato per la prima volta: non sono sgradevoli come pensavo in principio, ma di fronte a tutto quello che c’era stasera, è assolutamente passato in secondo piano) alla frittata di cardone, passando per il salmone al forno, i cornettini salati al tonno, una torta salata con maionese, mozzarella e carciofo, mini hot dog, vitello porchettato e patate e tante altre cose. La serata è passata tra chiacchiere, qualche gioco alla playstation con i bimbi (e anche tra di noi), scherzi di ogni genere, fino a quando tutti non ci siamo riuniti davanti alla tv per vedere “La storia di Iachille”, il dvd di “Troy” ridoppiato da Marco Papa: una risata continua, soprattutto per i canadesi, che risentivano tante sfumature del nostro dialetto che forse non riascoltavano da anni.

Infine, il brindisi… L’occasione di commozione, visto che già qualcuno ci augurava un buon ritorno: Gianluca è stato delegato a tenere un piccolo discorso di ringraziamento che ha commosso lui stesso, che non è riuscito a proseguire, ma peggio di tutti stava Marco che si è dovuto allontanare con i lacrimoni. Insomma, la nostra avventura canadese purtroppo sta volgendo al termine: ci aspettano altre 36 ore qui e poi si parte! Figurarsi che tutti saranno all’aeroporto: i bimbi faranno vacanza, i grandi si sono presi un giorno di ferie o di “malattia”. Sarà dura resistere al pianto…

Ma ci penseremo venerdì, dopodomani…

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